Non riesco a mangiare
- kind revolution
- 6 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Arriva un momento, nel decorso della malattia di Alzheimer, in cui non si riesce più a deglutire.
Durante la giornata deglutiamo oltre 2000 volte e questo processo coinvolge tantissimi muscoli che, con il tempo, perdono forza e coordinazione arrecando difficoltà a nutrirsi adeguatamente, nonché rischi per la salute e relativi disagi sociali.
Si chiama disfagia.
La disfagia non rappresenta una patologia, bensì un sintomo: affonda le sue cause in condizioni distinte, tra cui i morbi di Alzheimer e Parkinson.
I sintomi della disfagia sono molto chiari: ritenzione del cibo in bocca, perdita di saliva, tosse durante i pasti e sensazione di corpo estraneo in gola.
Il sintomo certamente più frequente e significativo è la difficoltà di ingoiare il cibo.
Come facciamo adesso? Come riusciamo a farti mangiare mamma?
Iniziamo tagliando il cibo in pezzi molto piccoli. Pensiamo anche a cose facili da deglutire.
Via i cibi che potrebbero aderire al palato come gnocchi, cibi troppo friabili, biscotti e crackers e polveri come cacao e cannella.
Proviamo con semolino o patate lesse.
Molto bene uova o formaggi morbidi oltre a frutta e verdura sotto forma di mousse o centrifugati.
Non è così semplice. La disfagia produce molte complicazioni nella vita della persona che ne soffre, alcune anche potenzialmente gravi, come la malnutrizione, la disidratazione, o l’aspirazione di residui alimentari nelle vie aeree con conseguente polmonite. Ha anche conseguenze di natura emotiva e relazionale poiché la persona disfagica si trova costretta a consumare alimenti a consistenza modificata, sperimentando spesso sensazioni di imbarazzo in occasioni conviviali con il rischio di ritiro dalle attività sociali.
Inoltre non avere più la possibilità di gustare una vasta gamma di sapori e di masticare gli alimenti può deprimere la persona con disfagia o alimentare una depressione preesistente.
Alzheimer Rimini e IdeaFlavor hanno avuto una grande idea: realizzare dei menu per fornire ai caregiver (formali e informali) nuove opportunità di preparazioni sane e facili da realizzare anche in un contesto domiciliare e soprattutto gustose perché riconosciute in quanto legate ad abitudini alimentari.
A questo link le varie ricette del "Gusto della Morbidezza" https://www.ideaflavor.com/ricette/






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